


Mi trovavo in Italia ma scalpitavo per ripartire per
l'estero dopo aver vissuto per due anni la mia prima esperienza in America Latina nella Repubblica Dominicana dove avevo lavorato come professore
universitario.Contemporaneamente mi
interessava impegnarmi nel settore degli aiuti umanitari e per lo sviluppo dei
paesi emergenti oltre che ricominciare con i viaggi nel mondo. Feci corsi di specializzazione a Roma, candidature varie,
selezioni e colloqui viaggiando tra Milano,
Roma e Ginevra. Un annetto di impegno, acquisizione di conoscenze, tessitura di
rapporti con persone del settore, con molta tenacia. Ne valse la pena: alla
fine fui assunto come funzionario all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (O.I.M.) con sede a Ginevra.
Dopo un periodo di lavoro in Svizzera e a Roma fui assegnato in pianta stabile
alla Missione permenente di Montevideo. Prima dell'Uruguay però passai un
periodo a Lima in Perù sempre per motivi di lavoro. Solo un periodo, non dovevo vivere in Perù molto tempo. Il
centro di Lima era proprio brutto (non so ora, sono passati tanti anni e le
cose cambiano), la città era sporca, senza vegetazione, è sulla costa ma non ha
spiagge.Non piove mai, al massimo cade un vapor acqueo
impalpabile così fine e leggero che non ti bagna nemmeno, per questa ragione è
il regno della polvere e le poche piante che vi crescono sono dovute alla bontà
dei cittadini che le innaffiano. Gli edifici vecchiotti del centro città erano
lordi, resi nerastri dall’inquinamento e malandati, con un’aria malsana triste
e decadente. Il sole sembrava un’intruso, velato dallo smog scaldava senza
rallegrare, illuminava senza sorriso facendoti sudare ruggine. Non mi ricordo
del vento che forse non c’era, meglio così altrimenti avrebbe alzato tanta
polvere da avvolgere la città in un nebbia secca e granulosa come il respiro di
un drago. Sembrava che l’acqua non esistesse in natura, era un’artificiale
secrezione delle tubature prodotta casualmente e rigettata come impropria dai
rubinetti terrorizzati dal virus della corrosione con il quale lei poteva
contaggiarli. Alloggiavo in un hotel vicino all'ufficio della Missione
dell'O.I.M. nel moderno quartiere di San Isidro che raggiungevo ogni mattina a piedi in
cinque minuti. Lavoravo molto ed era stancante, mi occupavo di seguire
programmi per lo sviluppo economico del paese attraverso la migrazione di
risorse umane, favorire il ritorno in Perù dall'estero di cittadini qualificati
espatriati, sviluppavo il programma d'arrivo di esperti tedeschi e italiani per
progetti economici e sociali di priorità nazionale, cose di questo genere.