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Un blog di avventure vissute, viaggi, esperienze fuori dall’ordinario in tanti paesi, opinioni e indicazioni. Il mondo è differente: clima, gente, natura, erroneamente pensiamo che il mondo sia più o meno uguale ma non è cosi. La vita può essere enormemente ricca di nuove esperienze, di scoperte e d’intense avventure. La televisione di reportage esotico non basta, la conoscenza da Xerox è illusoria perchè la mappa non è il territorio, al contrario l’esperienza del nuovo e l’antropofagismo culturale amplia la mente e dissolve il conformismo. Sperimentiamo l’intenso così da poter dire: "Ho vissuto cose che voi legati al mediocre conosciuto non potete neanche immaginare".

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venerdì 1 marzo 2013

CANIONYNG IN SICILIA



Sul canyoning ho scritto tempo fa un post specifico (CANIONYNG O TORRENTISMO) illustrando le caratteristiche dell’attività, le attrezzature necessarie ed anche alcune proposte concrete di agenzie specializzate da poter effettuare in Nord Italia, un vero sport avventuroso ed affascinante!
Qui invece vi illustro alcune possibilità di praticare questo sport in Sicilia.
Riassumendo in cosa consiste il Canionyng: la discesa a piedi di corsi d'acqua che scorrono all'interno di strette gole scavate nella roccia e che non posseggono rive percorribili.
La discesa nel canyoning si effettua seguendo da monte verso valle il corso dell'acqua, camminando, nuotando o lasciandosi trascinare dall'acqua e superando i vari salti di quota che generano cascate e scivoli, mediante emozionanti discese su corda o se possibile a tuffo o scivolo, tipo acquapark (naturale però!), in vasche di acqua limpida e cristallina.
Per queste caratteristiche i torrenti adatti alla pratica del canyoning sono luoghi selvaggi ed incontaminati, dalla bellezza unica e suggestiva e si prestano a farvi vivere indimenticabili avventure immersi nella natura.
Per la maggioranza dei canyon che vi illustro non è richiesta nessuna preparazione fisica o attitudine particolare, solamente avere un buon rapporto con l'acqua e soprattutto tanta voglia di avventura.
Molti dei percorsi sono adatti anche a chi non ha mai fatto canyoning o altre attività su corda, solo una minoranza dei percorsi risulta indirizzata agli esperti praticanti
Sono dodici i canyon che vi propongo in Sicilia, diversi tra loro per impegno, verticalità e acquaticità. Potete quindi così fare una scelta ragionata a seconda che siate un principiante o un esperto torrentista.
Le caratteristiche d’impegno e durata dei differenti Canyon:

CANYON
IMPEGNO
DURATA
Gole dell'Alcantara
medio
mezza giornata
Gole Ranciara
medio
mezza giornata
Roia Grande
basso
intera giornata
Postoleone
basso
mezza giornata
Sirina
medio
mezza giornata
Angara Palazzolo
alto
intera giornata
Cascate del Cataolo
alto
intera giornata
Gole del Vertone
medio
mezza giornata
Gola Saracena
alta
intera giornata
Sirina Basso
basso
mezza giornata
Mojo2
medio
intera giornata
Licopedi
basso
mezza giornata
Molino Drago
medio
intera giornata

Vediamo nel dettaglio:

Le Gole dell'Alcantara
rappresentano un'esperienza imperdibile per quanti si apprestano a visitare la Sicilia. Si tratta, infatti, di uno dei pochi luoghi al mondo, dove è possibile praticare il canyoning tra alte e suggestive pareti di basalto vulcanico.
Solo per la bellezza e la rarità dei luoghi, decine di migliaia di visitatori ogni anno vengono ad ammirarne e fotografarne l'uscita.


                                                                                                      Le Gole Ranciara
divertente percorso acquatico lungo una gola molto aperta, immersa in una rigogliosa vegetazione, tra tuffi , calate su corda e scivoli in acque limpide. Emozionante e particolare il passaggio Foto:...... ingrottato, cui si accede passando sotto una violentissima cascata, seguito da una cascatella-toboga che conduce direttamente alla partenza della spettacolare discesa su corda della cascata finale di 25mt, tra pareti alte quasi 100mt.



Il Roja Grande
è un canyon scavato nei tufi eruttati migliaia di anni fa dal cratere dell'isola di Vulcano. Pur Foto.... comparendo tra le proposte di canyoning, quella del Roia Grande per la sua particolare collocazione, rappresenta a pieno titolo una attività MULTISPORT. Infatti, per raggiungerne l'ingresso, bisognerà salire a piedi in cima al cratere(che da solo vale un trekking!) e poi ridiscendere dal versante opposto lungo ripidi canaloni di sabbia vulcanica direttamente nel canyon. Una volta dentro si proseguirà tra alte e spettacolari pareti di tufo fino ad arrivare alle due cascate finali, che in rapida successione si gettano direttamente in mare. A nuoto, per chi vuole, o più comodamente in barca, si tornerà poi al porto dell'isola punto da cui ha avuto inizio l’avventura MULTISPORT.
Postoleone
è una piccola gola con scorrimento idrico tutto l'anno, incisa nel calcare a pochi km. dal mare. Per le sue caratteristiche si presta bene ai principianti e a chi vuole dedicare solo una mezza giornata al canyoning. Quattro le cascate di

sabato 23 febbraio 2013

IL DELTAPLANO A MOTORE



In pochi sono a conoscenza che questo “mezzo” per volare in modo semplice ed economico deriva dagli studi fatti da un ingegnere della Nasa per il rientro sulla terra delle navicelle spaziali. Poi il Deltamotore si è evoluto, consentendo a un numero sempre maggiore di appassionati di volare in modo economico
Il Deltaplano a motore, definito anche
“Deltamotore”, appartiene alla categoria degli ultraleggeri ed è pilotato da coloro che hanno conseguito il brevetto (Attestato di Volo da Diporto Sportivo).
Al controllo di questa disciplina del volo è preposto l’Aereo Club d'Italia.
Sebbene la volontà di volare abbia da sempre rappresentato il sogno dell'uomo, è necessario aspettare sino al 1970 per vedere realizzato il sogno di volare in modo economico rispetto all'aeroplano.

Il Deltaplano deriva da studi fatti per l’ambito aerospaziale (NASA), condotti dall'ingegner Francis Rogallo, questo tipo di ala doveva permettere il rientro sulla terra delle navette spaziali al termine delle loro missioni. Poi la NASA non realizzò il progetto preferendo sistemi diversi per il rientro dallo spazio dei cosmonauti.
Dopo alcuni anni questo progetto (chiamato Ala di Rogallo)
fu ripreso e sviluppato da un ingegnere Australiano (Jhon Dikenson).
I primi decolli non avvennero su superfici a terra, bensì su specchi d'acqua trainati da motoscafi. Verso la fine del 1970, dei progettisti Francesi e Inglesi, cominciarono a studiare soluzioni che consentissero al Deltaplano di volare anche in zone pianeggianti, e non solo “lanciandosi” da alture.
Al principio l'ala del deltaplano fu dotata di un piccolo motore ed elica posta sulla parte anteriore dell'ala ma questa soluzione era pericolosa per la sicurezza del pilota, e di scarsa stabilità in volo.
Si pensò di costruire anche un carrello a “triciclo”, e dotarlo di motore posteriore.
All’inizio furono impiegati motori di moto, di auto wolkswagen, oppure ricavati da motoslitte opportunamente modificate.
Ecco quindi il Deltamotore o chiamato anche il Pendolare, piccoli velivoli di poco peso, che va dai 100 ai 200 kg, consentendo di alzarsi
in volo da brevi avio superfici erbose.
Dai primi prototipi si è passati a modelli più evoluti, sperimentati in gallerie del vento e dalle prestazioni eccellenti che permettono anche di raggiungere alte quote.
Il Deltamotore si pilota spostandola
barra direzionale, posta davanti al pilota, anziché i classici comandi aerodinamici (vedi i piccoli ultraleggeri).
Se si sposta la barra in avanti oppure verso il proprio corpo, si ottiene l'innalzamento oppure la discesa del velivolo.I giri del motore determinano una maggiore o minore velocità, determinati da un pedale posto sul carrello e comandato col piede destro.
Col piede sinistro si aziona il pedale del freno (quando si rulla sulla pista dopo l'atterraggio).
L'ala è flessibile invece che rigida, sotto alla quale è fissato un carrello “triciclo”, dentro il quale prende posto il pilota, e in alcuni modelli anche un passeggero.
Dietro il pilota c'è il motore con l'elica.Volare non è difficile, dopo aver superato una visita medica, si frequenta una scuola per conseguire il brevetto necessario.
In Italia con l’aumento dell’interesse verso il Deltaplano, sono nate molte avio superfici in tutto il territorio Nazionale.
Si consulta l'ubicazione dei campi volo tramite
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------l'avio portolano, che dà le coordinate geografiche, i numeri di telefono e le informazioni necessarie a chi vuole compiere lunghi voli.
Anche se può dare l'impressione di una scarsa stabilità, il Deltamotore, è abbastanza stabile, facile e intuitivo da pilotare, è alla fine uno dei “mezzi” aeronautici più sicuri..
Nel caso di spegnimento del motore, quando si è in volo, è possibile planare tranquillamente, come fosse un normale Deltaplano senza motore, come un aquilone.
Si può volare in Deltamotore tutti i giorni, l'importante è che vi siano le condizioni meteo favorevoli, e non bisogna oltrepassare le quoted’altitudine stabilite per legge, che cambianoi in caso di giorni feriali oppure prefestivi e festivi.
Il Deltamotore è normalmente più economico degli aerei ultraleggeri, si possono smontare facilmente e trasportati nei luoghi dove volare,brevemente si rimontano per il volo e possono essere riposti in piccoli spazi, quello necessario al carrello.




mercoledì 9 gennaio 2013

VOLARE IN MONGOLFIERA


Una esperienza emozionante che non ho mai fatto ma che è scritta nelle mie prossime programmazioni: volare in mongolfiera.
Non è così difficile sperimentarlo come si può pensare, non è necessario possederne una perché in differenti regioni, anche in Italia, vi è la possibilità di farsi un volo rivolgendosi a diversi clubs e piloti. Si può passare una domenica da ricordarsi per sempre, sono sicuro sia una tra le esperienze affascinanti che non si deve perdere, un’avventura emozionante anche se solo per un giorno.
Prima vi dò due note storiche un poco curiose.
Il primo tentativo di volo con una Mongolfiera fu realizzato il 19 settembre 1783 dai fratelli
Francesi Mongolfier  (da qui il nome Mongolfiera), usando come “passeggeri” per il volo una
pecora, un gallo e un'anitra. 
Questi “temerari passeggeri” riuscirono a volare dentro un cesto legato ad un pallone con aria
calda all'interno per tre chilometri circa.
Ma il primo volo in Mongolfiera della storia con persone a bordo fu fatto a Parigi il 21 novembre
1783 da  Jean-Francois in compagnia del Marchese d'Arlandes.
I fratelli Mongolfier ritenevano che a fare sollevare la Mongolfiera in realtà non fosse l'aria calda
all'interno del “pallone” ma bensì un particolare gas che venne chiamato il “gas Mongolfier”..
Il merito di comprendere che la Mongolfiera volava semplicemente grazie all'aria calda va
riconosciuta allo scienziato Italiano Alessandro Volta. Foto: mongolfiere – carpineti 2008
Il ricco miliardario Steve Fosset è entrato nel libro dei record per essere stato il primo uomo ad aver
compiuto da solo il giro del Mondo in Mongolfiera. L'impresa a dire il vero riuscì solamente al
sesto tentativo in sei anni. Steve Fosset a compiuto l'impresa nel 2002.
Attualmente le Mongolfiere in Europa sono fabbricate in due soli stabilimenti, uno nei pressi di
Barcellona ed il secondo in Inghilterra.
Le Mongolfiere volano al mattino presto oppure nel tardo pomeriggio perchè ci sono le condizioni
ideali di temperatura, pressione atmosferica ecc. cosa che non si verifica nelle ore centrali della
giornata.
La Mongolfiera nonostante la tecnologia vola sempre grazie all’aria calda come accadeva un tempo,
il cesto è di vimini, unica concessione al progresso è la strumentazione di bordo composta da
altimetri, gps e navigatori satellitari ma  sottolineo che ancora oggi come un tempo l’elemento
fondamentale per il volo della Mongolfiera è il vento!!

Dove allora poter fare un’esperienza in mongolfiera?

Campania:
 Club Aerostatico Wind e Fire: www.volareinmongolfiera.it/index.php 
Emilia Romagna: 
Comunicazione in Volo:   www.comunicazioneinvolo.it/ 
Lombardia: 
KB Voli:  www.cremonamongolfiere.it/  
Milano Mongolfiere: www.milanomongolfiere.com/ 
  Areostatica Monte: www.aerostaticamonte.it/

Piemonte: 
Slowfly:   http://www.slowfly.it/ 
Toscana: 
Ballon in Tuscany:  www.balloonintuscany.com/index_it.htm 
 Vastano Mongolfiere:  www.vastanomongolfiere.com/it/   
Banda Ballons:  www.bandaballoons.com/ 
Valle d’Aosta :
 Charbonnier Mongolfiere:  www.mongolfiere.it/

lunedì 10 dicembre 2012

ESPERIENZE DA FARE: TAXI BOB DA CORSA







Ogni tanto vi propongo esperienze avventurose, intense e marcanti da poter facilmente sperimentare durante un week and e senza costi esorbitanti.
Penso che tutti avrete assistito in televisione ad una gara di bob, magari alle ultime olimpiadi.
Tra le varie discipline sportive questa deve senza dubbio essere tra gli sport emozionanti per eccellenza, uno dei veri sports estremi, uno degli sports avventurosi per eccellenza.
Lo è assistendo ad una discesa in televisione, immaginatevi effettuarla!
Realizzare questa fantastica esperienza è possibile facilmente. 
Per fare, praticare sports estremi, almeno per sperimentarli può non essere così difficile.
Se vi recate a Schönau am Königsee potrete personalmente sperimentare il bob, nel taxi bob da corsa sarete copiloti nella formula 1 dello sport invernale più emozionante ed estremo che vi sia!
A fianco di esperti piloti in bob da corsa originali sfreccerete nel canale di ghiaccio raggiungendo la velocità di 130 km/ora. L’affascinante sensazione di incredibili forze centrifughe, ben sei volte più alte che in normali condizioni, può essere vissuta da chiunque goda di una buona condizione fisica.

La vostra corsa nella pista dei campionati mondiali e della coppa del mondo è lunga 1.200 m, con 14 curve dette “turbodrom”, “snake pit” o “echo wall”. 
La corsa mozzafiato dura un minuto abbondante ma vi sembrerò sia passata una vita intera.
In un diploma di bob, che vi sarà consegnato al termine della corsa insieme a un regalino ricordo, sarà sancita nero su bianco la vostra esperienza sulla pista di ghiaccio.
Ma la cosa importante saranno le emozioni che vi porterete per sempre nella mente e nel corpo.
Realizzare questa esperienza avventurosa è facile e non molto costoso per un week and indimenticabile. Per saperne di più cliccate su http://it.mydays.com/idea-regalo/taxi-bob/taxi-bob-inverno.html


lunedì 5 novembre 2012

SLEDDOG: LE SLITTA TRAINATA DAI CANI





Sleddog: tradizionale e classica tra le attività sportive dell’Alasca, furono inizialmente i cacciatori lapponi e gli eschimesi ad utilizzarla per trainare le slitte, per spostarsi o per andare a caccia.
In seguito furono utilizzati dal servizio postale canadese e in Alaska.


Poi divenne uno degli sport invernali più affascinanti e avventuroso, una vera e propria avventura sulla neve tra le più estreme ma anche affascinanti che esistano, ai primi posti tra gli  sport avventurosi che esistano. 
In Canada e in Alaska si svolgono due delle più famose gare di sleddog.
La Yukon Quest e l’Iditaroad, la più conosciuta gara di sleddog al mondo.
La partenza avviene come ogni anno da Anchorage per arrivare a Nome, un piccolo villaggio minerario nei secoli scorsi, ora una cittadina (Nome è anche famosa per essere stata la località di svariate, e nel corso degli anni  numerose “abduzioni”, il rapimento di esseri umani da parte di extra terrestri, o da suicidi ad esse implicati, studiate approfonditamente da organi governativi americani, ne hanno anche fatto un film-documentario, ma questa è decisamente un’altra faccenda, se pur altrettanto avventurosa…). 


La Iditaroad
si corre annualmente in Alaska, nel mese di marzo, in memoria di una storia vera risalente al 1925 che ha ispirato diverse pellicole cinematografiche, oltre ad un cartone animato intitolato “Balto”, realizzato da Steven Spilberg. Nell'inverno del 1925
 il villaggio di Nome (si trova sulla punta estrema dell'Alaska) fu colpito da un'epidemia di difterite.
L'unico medico presente nel villaggio comunicò telegraficamente il seguente messaggio: se non arriva in tempo, il vaccino periranno molte persone e i primi saranno i bambini. In quell'inverno così rigido e nevoso l'unico mezzo di trasporto più adatto erano le slitte trainate dalle mute di cani, impiegate anche per il trasporto postale.
Con rapidità fu organizzata una spedizione con staffetta composta dai “guidatori” di slitta più esperti per coprire la distanza che separava Anchorage fino al villaggio di Nome, colpito dalla difterite.
La spedizione portò a termine la missione consegnando il prezioso vaccino in cinque giorni, solitamente per una distanza simile erano impiegate due settimane.
L'ultima muta di cani che trainò la slitta fino al villaggio di Nome, era guidata dal cane  di razza husky “Balto”, cui fu dedicata una statua al Central Park di New York.

sabato 15 settembre 2012

IMPARARE IL KITESURFING SUL LAGO DI GARDA



 
Sapete cosa è il kitesurfing? Una tavola abbinata ad un aquilone? Una tavola che scivola sull’acqua e segue la direzione del vento grazie al kite da voi pilotato. In definitiva piedi sulla tavola e mani impegnate a pilotare l´aquilone. Una scarica di adrenalina ai massimi livelli!
La prima volta che lo vidi fu sulle 
spiagge di Bujumbura, sul lago Tanganica dove vivevo molti anni fa.
Pensate sia troppo difficile? Non vi preoccupate. Vi piacerebbe provarlo?  Ora vi spiego di cosa si tratta. Non c’è bisogno d’andare in Burundi, vi propongo la lezione di cosa è il kitesurfing  nel meraviglioso scenario del Lago di Garda.
Prima di tutto occorre imparare a sfruttare la potenza del vento. Il vento viene catturato dal kite, aquilone, che viene controllato dal kitesurfer con una barra collegata al kite da due o quattro corde lunghe circa 30 metri. In questo consisterà il corso prova. Una lezione teorica, in cui riceverete le informazioni necessarie, e poi una prova a terra durante la quale prenderete dimestichezza con l´aquilone.
Ed ecco il momento di entrare in acqua. Sul Lago di Garda non ci sono zone di acqua bassa. Naturalmente questo risulta essere un vantaggio per l´apprendimento. Errori come attaccarsi alla barra, volare il kite in piena potenza non comportano nessun problema grazie all´ampio spazio e all´acqua profonda. E se sarete particolarmente bravi, bruciando i tempi, allora arriverete anche a provare il kite in abbinamento con la tavola.
Allora sì che sarete sulla buona strada per viaggiare ad alta velocità e "librarvi" in volo compiendo un numero infinito di salti. Naturalmente per fare tutto ciò ci sarà bisogno di altre lezioni. Ma a detta degli specialisti il kitesurfing è uno sport semplice. Arriverete a fare la vostra esibizione prima che lo possiate immaginare. Volerete sopra le onde del Lago di Garda davanti agli occhi strabigliati di tutti con il vostro kitesurf.
La controindicazione di questa prova è che poi vorrete fare kite sempre. Ma in fin dei conti, anche se fosse, non è così male. Ci sono cose peggiori, per esempio passare il weekend davanti alla televisione…
Se volete saperne di più rispetto alle lezioni di kitesurfing:
http://it.mydays.com/idee-regalo/kitesurf/kitesurfing-garda.html

sabato 11 agosto 2012

PARAPENDIO BIPOSTO

clicca la mosca, vota il post!



Ecco un´esperienza emozionante e avventurosa che potete svolgere avendo a disposizione anche solo un giorno e senza previe conoscenze specifiche: un volo in parapendio acrobatico a due in Val Gardena, nelle Dolomiti.
Il luogo è trai più suggestivi e conoscerlo volando in parapendio è sicuramente un’esperienza che si ricorda per la vita.
L´esperienza del volo in parapendio a due inizia con il ritrovo alla stazione a valle degli impianti di risalita della relativa zona di volo. Prenderete la seggiovia per raggiungere la vetta, da dove vi innalzerete in volo sulle Dolomiti. Indosserete l´attrezzatura, correrete per qualche metro e vi librerete in volo! Da lì a bordo del parapendio comincerete a fare acrobazie in aria. 
Durante questo volo in parapendio acrobatico in Val Gardena sarete accompagnati dai piloti più esperti dell’Alto Adige, fra cui 2 campioni sudtirolesi di parapendio Prader Egon e Piazza David e l’attuale detentore del record italiano di volo biposto in parapendio l’istruttore Insam Kilian.

Per saperne di più: http://it.mydays.com/regalo-originale/parapendio-acrobatico/parapendio-acrobatico-dolomiti.html


sabato 4 agosto 2012

PRATICA DI SOPRAVVIVENZA (SURVIVAL)




Questa è un’attività che ho praticato spontaneamente molte volte sin dagli anni 80 in zone montuose alpine dove completamente isolato per diverse settimane (sono arrivato a 50 giorni) attraversavo valli in quota, montagne, ghiacciai, senza incontrare anima viva, lontano dall’uomo e completamente isolato dalla civiltà per molte decine di chilometri e giorni di viaggio. Una delle attività più avventurose che abbia compiuto. Ve ne parlerò in un altro post.
Non si tratta di uno sport. La conoscenza di tecniche di sopravvivenza ci può aiutare ad affrontare nel giusto modo, situazioni pericolose derivanti da trekking, sport estremi, avventura, imprevisti di viaggio, ecc.
Quando si sente pronunciare la parola “survival” si pensa immediatamente a uomini impegnati in avventure estreme, come nella foresta Amazzonica oppure in una giungla ecc. Nulla di più sbagliato anche se esistono molti esempi in tal caso, amplificati da spot televisivi.
Survival è la capacità di saper affrontare situazioni che capitano nella vita, dalle semplici a quelle più critiche, senza necessariamente la ricerca esasperata dell'estremo. In questi anni sono nate nel nostro paese diverse “scuole” che organizzano corsi di Survival. Insegnano le cose necessarie a sopravvivere in un ambiente difficile ormai generalmente perso e senza il senso di “sopravvivenza” che da sempre era stata una prerogativa dell'uomo.  

sabato 14 luglio 2012

ESPERIENZE DA FARE: HYDROSPEED




L’Hydrospeed è uno sport d'acqua, uno sport fluviale fluviale, un'attività emozionante nata in Francia verso la fine degli anni cinquanta come nuoto in acqua viva seguendo la corrente. Successivamente fu introdotto l´omonimo galleggiante (simile a un piccolo bob) con la duplice funzione di proteggere l´atleta dagli urti contro le rocce e offrire un punto d´appoggio. Foto: hidro canyon
Per proteggersi dal freddo delle acque, che in genere sono frutto del disgelo estivo di nevai e ghiacciai, la muta in neoprene è molto spessa (5 mm) e fornita di imbottiture protettive. Completano l´attrezzatura il casco, il giubbotto salvagente e le pinne, indispensabili quest´ultime per dare la giusta propulsione ed affrontare i vari passaggi.

sabato 26 maggio 2012

SLITTA TRAINATA DAI CANI: LA GRAND ODYSSE’E



Un vero sport d'avventura: un’altra competizione sportiva di slitte trainate dai cani: La Grande Odyssèe. Come la Iditarod è una competizione di sleddog che si svolge annualmente. Questa però si pratica nel mese di gennaio tra le Alpi della Francia e Svizzera. Coinvolge nella sua organizzazione più di 1000 persone, la gara è nata nel 2005, anche se non ha ancora  il “carisma” dell’Iditaroad e della Yukon Quest che si svolgono in Alaska, la gara Europea dei cani da slitta è considerata  una delle più dure al Mondo per la topografia delle montagne attraversate. Ha tutto il diritto di annoverarsi tra gli sport estermi.
La Grande Odyssèe rappresenta non solo un avvenimento sportivo, ma anche una festa con diversi appuntamenti in programma, come le conferenze riguardanti lo sleddog oppure la montagna. Altra particolarità della gara è la possibilità di essere seguita facilmente nei paesaggi innevati della Savoia ed Alta Savoia, con escursioni con gli sci o racchette da neve per seguire la gara. 
I concorrenti provengono da tutta Europa, con una grande rappresentanza da stati quali Norvegia, Finlandia, Svezia, Francia, Italia e Russia. I Cani che compongono la muta  dei vari team sono di razza Husky, e si misurano tra loro su di un tracciato di circa 1000 Km di cui la metà su piste create appositamente per questa competizione. 
La partenza dei concorrenti con le mute dei cani, avvengono ogni due minuti, basandosi su l’ordine di classifica (in modo inverso nella classifica generale).

martedì 15 maggio 2012

CANOA CANADESE


La pratica della canoa canadese è una di quelle attività che quando svolta durante differenti giorni porta con sè anche altre avventure. Bivaccare nei boschi in riva al fiume, pescare, esplorare i dintorni, praticare tecniche di sopravvivenza (leggete il post: “Survival”) in luoghi spesso magnifici e isolati sono complementi altrettanto affascinanti e avventurosi del semplice andare in canoa.
La Canoa Canadese si differenzia dal Kayak per il tipo di pagaia (remo) impiegato. A seconda che si usi la canoa in mare, lago o fiume, avremo caratteristiche diverse. La canoa è spesso rappresentata nelle pubblicità televisive, documentari ecc. come uno sport estremo ma non è vero. In verità questa imbarcazione può essere usata tranquillamente in molteplici situazioni, in mare, al lago oppure sui corsi dei fiumi, l'importante è avere ben presente quali sono le proprie capacità nel condurre la canoa.
Il canoista generalmente è un amante della natura che ama stare in contatto con il paesaggio che lo circonda, indipendentemente dal luogo dove si pratica. La velocità passa in secondo piano, se non si pratichi questa disciplina a livello agonistico.

lunedì 14 maggio 2012

VOLARE IN ALIANTE



Anni fa stavo prendendo il brevetto di pilota d’aereo in Uruguay. Non lo presi perchè mi trasferii a vivere in Guatemala e mi mancavano ancora solo 4 ore di lezioni di pratica di volo (su un totale di 40). Volavo su di un piccolissimo trabiccolo con doppi comandi e istruttore di lato, un’esperienza magnifica, emozionante, intensa. La racconterò in un’altro post. Ma non ho mai volato in aliante, mi piacerebbe, nell’attesa dell’opportunità vi propongo qualche informazione al rispetto e il racconto dell’esperienza di volo di Sandro.
Un aliante normalmente e' un aereo che ha la caratteristica di fare un volo veleggiato senza l’impiego di alcun mezzo di propulsione (motore in genere), ma esistono anche i motoalianti come spiegato successivamente.
Si viene trainati tramite un lungo cavo da un altro aereo fino a 5-600 metri di quota e poi ci si sgancia dal medesimo volando autonomamente. In altri casi si viene tirati da un verricello che rimane a terra e che ha un cavo lungo un chilometro, in pratica l’aliante viene lanciato come da una fionda e quindi raggiunta la quota prestabilita avviene lo sgancio del cavo che ricade a terra frenato da un piccolo paracadute.
Una volta raggiunta la quota di sgancio sia se trainati da un aereo oppure lanciati tramite il verricello si può fare una semplice planata per ritornare a terra oppure si può cercare di veleggiare se le condizioni meteo sono ideali (vedi termiche). L'aliante riesce a far questo perchè le sue lunghissime ali sono molto  efficienti e possiede un’elevatissima aerodinamicità, cose che gli permettono quindi di restare in volo a lungo.