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Sul canyoning ho scritto tempo fa un
post specifico (CANIONYNG O TORRENTISMO) illustrando le caratteristiche
dell’attività, le attrezzature necessarie ed anche alcune proposte concrete
di agenzie specializzate da poter effettuare in Nord Italia, un vero sport avventuroso ed affascinante!
Qui invece vi illustro
alcune possibilità di praticare questo sport in Sicilia.
Riassumendo in cosa
consiste il Canionyng: la discesa a piedi di corsi d'acqua che scorrono
all'interno di strette gole scavate nella roccia e che non posseggono rive
percorribili.
La discesa nel canyoning si
effettua seguendo da monte verso valle il corso dell'acqua, camminando,
nuotando o lasciandosi trascinare dall'acqua e superando i vari salti di
quota che generano cascate e scivoli, mediante emozionanti discese su corda o
se possibile a tuffo o scivolo, tipo acquapark (naturale però!), in vasche di
acqua limpida e cristallina.
Per queste caratteristiche
i torrenti adatti alla pratica del canyoning sono luoghi selvaggi ed
incontaminati, dalla bellezza unica e suggestiva e si prestano a farvi vivere
indimenticabili avventure immersi nella natura.
Per la maggioranza dei
canyon che vi illustro non è richiesta nessuna preparazione fisica o
attitudine particolare, solamente avere un buon rapporto con l'acqua e
soprattutto tanta voglia di avventura.
Molti dei percorsi sono
adatti anche a chi non ha mai fatto canyoning o altre attività su corda, solo
una minoranza dei percorsi risulta indirizzata agli esperti praticanti
|
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Sono dodici i canyon che vi
propongo in Sicilia, diversi tra loro per impegno, verticalità e acquaticità.
Potete quindi così fare una scelta ragionata a seconda che siate un
principiante o un esperto torrentista.
Le caratteristiche
d’impegno e durata dei differenti Canyon:
Le Gole dell'Alcantara
rappresentano un'esperienza
imperdibile per quanti si apprestano a visitare
Solo per la bellezza e la rarità dei luoghi, decine di migliaia di visitatori ogni anno vengono ad ammirarne e fotografarne l'uscita.
Le Gole Ranciara
divertente percorso acquatico
lungo una gola molto aperta, immersa in una rigogliosa vegetazione, tra tuffi
, calate su corda e scivoli in acque limpide. Emozionante e particolare il
passaggio Foto:...... ingrottato,
cui si accede passando sotto una violentissima cascata, seguito da una
cascatella-toboga che conduce direttamente alla partenza della spettacolare
discesa su corda della cascata finale di 25mt, tra pareti alte quasi 100mt.
è un canyon scavato nei
tufi eruttati migliaia di anni fa dal cratere dell'isola di Vulcano. Pur Foto.... comparendo tra le proposte
di canyoning, quella del Roia Grande per la sua particolare collocazione,
rappresenta a pieno titolo una attività MULTISPORT. Infatti, per raggiungerne l'ingresso,
bisognerà salire a piedi in cima al cratere(che da solo vale un trekking!) e
poi ridiscendere dal versante opposto lungo ripidi canaloni di sabbia
vulcanica direttamente nel canyon. Una volta dentro si proseguirà tra alte e
spettacolari pareti di tufo fino ad arrivare alle due cascate finali, che in
rapida successione si gettano direttamente in mare. A nuoto, per chi vuole, o
più comodamente in barca, si tornerà poi al porto dell'isola punto da cui ha
avuto inizio l’avventura MULTISPORT.
Postoleone
è una piccola gola con
scorrimento idrico tutto l'anno, incisa nel calcare a pochi km. dal mare. Per
le sue caratteristiche si presta bene ai principianti e a chi vuole dedicare
solo una mezza giornata al canyoning. Quattro le cascate di
|
Un blog di avventure vissute, viaggi, esperienze fuori dall’ordinario in tanti paesi, opinioni e indicazioni. Il mondo è differente: clima, gente, natura, erroneamente pensiamo che il mondo sia più o meno uguale ma non è cosi. La vita può essere enormemente ricca di nuove esperienze, di scoperte e d’intense avventure. La televisione di reportage esotico non basta, la conoscenza da Xerox è illusoria perchè la mappa non è il territorio, al contrario l’esperienza del nuovo e l’antropofagismo culturale amplia la mente e dissolve il conformismo. Sperimentiamo l’intenso così da poter dire: "Ho vissuto cose che voi legati al mediocre conosciuto non potete neanche immaginare".
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venerdì 1 marzo 2013
CANIONYNG IN SICILIA
sabato 23 febbraio 2013
IL DELTAPLANO A MOTORE
In
pochi sono a conoscenza che questo “mezzo” per volare in modo
semplice ed economico deriva dagli studi fatti da un ingegnere della
Nasa per il rientro sulla terra delle navicelle spaziali. Poi il
Deltamotore si è evoluto, consentendo a un numero sempre maggiore di
appassionati di volare in modo economico
Il Deltaplano a motore, definito anche “Deltamotore”, appartiene alla categoria degli ultraleggeri ed è pilotato da coloro che hanno conseguito il brevetto (Attestato di Volo da Diporto Sportivo).
Il Deltaplano a motore, definito anche “Deltamotore”, appartiene alla categoria degli ultraleggeri ed è pilotato da coloro che hanno conseguito il brevetto (Attestato di Volo da Diporto Sportivo).
Al
controllo di questa disciplina del volo è preposto l’Aereo Club
d'Italia.
Sebbene la volontà di volare abbia da sempre rappresentato il sogno dell'uomo, è necessario aspettare sino al 1970 per vedere realizzato il sogno di volare in modo economico rispetto all'aeroplano.
Il Deltaplano deriva da studi fatti per l’ambito aerospaziale (NASA), condotti dall'ingegner Francis Rogallo, questo tipo di ala doveva permettere il rientro sulla terra delle navette spaziali al termine delle loro missioni. Poi la NASA non realizzò il progetto preferendo sistemi diversi per il rientro dallo spazio dei cosmonauti.
Dopo alcuni anni questo progetto (chiamato Ala di Rogallo) fu ripreso e sviluppato da un ingegnere Australiano (Jhon Dikenson).
Sebbene la volontà di volare abbia da sempre rappresentato il sogno dell'uomo, è necessario aspettare sino al 1970 per vedere realizzato il sogno di volare in modo economico rispetto all'aeroplano.
Il Deltaplano deriva da studi fatti per l’ambito aerospaziale (NASA), condotti dall'ingegner Francis Rogallo, questo tipo di ala doveva permettere il rientro sulla terra delle navette spaziali al termine delle loro missioni. Poi la NASA non realizzò il progetto preferendo sistemi diversi per il rientro dallo spazio dei cosmonauti.
Dopo alcuni anni questo progetto (chiamato Ala di Rogallo) fu ripreso e sviluppato da un ingegnere Australiano (Jhon Dikenson).
I
primi decolli non avvennero su superfici
a terra, bensì su specchi d'acqua trainati da motoscafi. Verso la
fine del 1970, dei progettisti Francesi e Inglesi, cominciarono a
studiare soluzioni che consentissero al Deltaplano di volare anche in
zone pianeggianti, e non solo “lanciandosi” da alture.
Al principio l'ala del deltaplano fu dotata di un piccolo motore ed elica posta sulla parte anteriore dell'ala ma questa soluzione era pericolosa per la sicurezza del pilota, e di scarsa stabilità in volo.
Al principio l'ala del deltaplano fu dotata di un piccolo motore ed elica posta sulla parte anteriore dell'ala ma questa soluzione era pericolosa per la sicurezza del pilota, e di scarsa stabilità in volo.
Si
pensò di costruire anche un carrello
a “triciclo”,
e dotarlo di motore
posteriore.
All’inizio
furono impiegati motori di moto, di auto wolkswagen, oppure ricavati
da motoslitte opportunamente modificate.
Ecco quindi il Deltamotore o chiamato anche il Pendolare, piccoli velivoli di poco peso, che va dai 100 ai 200 kg, consentendo di alzarsi in volo da brevi avio superfici erbose.
Dai primi prototipi si è passati a modelli più evoluti, sperimentati in gallerie del vento e dalle prestazioni eccellenti che permettono anche di raggiungere alte quote.
Il Deltamotore si pilota spostandola barra direzionale, posta davanti al pilota, anziché i classici comandi aerodinamici (vedi i piccoli ultraleggeri).
Ecco quindi il Deltamotore o chiamato anche il Pendolare, piccoli velivoli di poco peso, che va dai 100 ai 200 kg, consentendo di alzarsi in volo da brevi avio superfici erbose.
Dai primi prototipi si è passati a modelli più evoluti, sperimentati in gallerie del vento e dalle prestazioni eccellenti che permettono anche di raggiungere alte quote.
Il Deltamotore si pilota spostandola barra direzionale, posta davanti al pilota, anziché i classici comandi aerodinamici (vedi i piccoli ultraleggeri).
Se
si sposta la barra in avanti oppure verso il proprio corpo, si
ottiene l'innalzamento oppure la discesa del velivolo.I
giri del motore
determinano una maggiore o minore velocità, determinati
da un pedale
posto sul carrello e comandato col piede destro.
Col
piede sinistro si aziona il pedale del freno (quando si rulla sulla
pista dopo l'atterraggio).
L'ala
è flessibile invece che rigida, sotto alla quale è fissato un
carrello “triciclo”, dentro il quale prende posto il pilota, e
in alcuni modelli anche un passeggero.
Dietro
il pilota c'è il motore con l'elica.Volare
non è difficile,
dopo aver superato una visita medica, si frequenta una scuola per
conseguire il brevetto
necessario.
In
Italia con l’aumento
dell’interesse verso il Deltaplano, sono nate molte avio superfici
in tutto il territorio Nazionale.
Si consulta l'ubicazione dei campi volo tramite
Si consulta l'ubicazione dei campi volo tramite
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------l'avio
portolano, che dà le coordinate geografiche, i numeri di telefono e
le informazioni necessarie a chi vuole compiere lunghi voli.
Anche
se può dare l'impressione di una scarsa stabilità, il Deltamotore,
è abbastanza stabile, facile e intuitivo da pilotare, è alla fine
uno dei “mezzi” aeronautici più sicuri..
Nel
caso
di spegnimento del motore,
quando si è in volo, è possibile planare
tranquillamente,
come fosse un normale Deltaplano senza motore, come
un aquilone.
Si può volare in Deltamotore tutti i giorni, l'importante è che vi siano le condizioni meteo favorevoli, e non bisogna oltrepassare le quoted’altitudine stabilite per legge, che cambianoi in caso di giorni feriali oppure prefestivi e festivi.
Il Deltamotore è normalmente più economico degli aerei ultraleggeri, si possono smontare facilmente e trasportati nei luoghi dove volare,brevemente si rimontano per il volo e possono essere riposti in piccoli spazi, quello necessario al carrello.
Si può volare in Deltamotore tutti i giorni, l'importante è che vi siano le condizioni meteo favorevoli, e non bisogna oltrepassare le quoted’altitudine stabilite per legge, che cambianoi in caso di giorni feriali oppure prefestivi e festivi.
Il Deltamotore è normalmente più economico degli aerei ultraleggeri, si possono smontare facilmente e trasportati nei luoghi dove volare,brevemente si rimontano per il volo e possono essere riposti in piccoli spazi, quello necessario al carrello.
mercoledì 9 gennaio 2013
VOLARE IN MONGOLFIERA
Una esperienza emozionante che non ho
mai fatto ma che è scritta nelle mie prossime programmazioni: volare
in mongolfiera.
Non è così difficile sperimentarlo
come si può pensare, non è necessario possederne una perché in
differenti regioni, anche in Italia, vi è la possibilità di farsi
un volo rivolgendosi a diversi clubs e piloti. Si può passare una
domenica da ricordarsi per sempre, sono sicuro sia una tra le
esperienze affascinanti che non si deve perdere, un’avventura
emozionante anche se solo per un giorno.
Prima vi dò due note storiche un poco
curiose.
|
Il primo
tentativo di volo con una Mongolfiera fu realizzato il 19
settembre 1783 dai fratelli
Francesi
Mongolfier (da qui il nome Mongolfiera), usando come
“passeggeri” per il volo una
pecora, un
gallo e un'anitra.
Questi
“temerari passeggeri” riuscirono a volare dentro un cesto
legato ad un pallone con aria
calda
all'interno per tre chilometri circa.
Ma il primo volo in Mongolfiera della storia con persone a bordo fu fatto a Parigi il 21 novembre
1783 da
Jean-Francois in compagnia del Marchese d'Arlandes.
I fratelli Mongolfier ritenevano che a fare sollevare la Mongolfiera in realtà non fosse l'aria calda
all'interno
del “pallone” ma bensì un particolare gas che venne chiamato
il “gas Mongolfier”..
Il merito di comprendere che la Mongolfiera volava semplicemente grazie all'aria calda va
riconosciuta
allo scienziato Italiano Alessandro Volta. Foto:
mongolfiere – carpineti 2008
Il ricco
miliardario Steve Fosset è entrato nel libro dei record per
essere stato il primo uomo ad aver
compiuto da
solo il giro del Mondo in Mongolfiera. L'impresa a dire il vero
riuscì solamente al
sesto
tentativo in sei anni. Steve Fosset a compiuto l'impresa nel 2002.
Attualmente le
Mongolfiere in Europa sono fabbricate in due soli stabilimenti,
uno nei pressi di
Barcellona ed
il secondo in Inghilterra.
Le Mongolfiere
volano al mattino presto oppure nel tardo pomeriggio perchè ci
sono le condizioni
ideali di
temperatura, pressione atmosferica ecc. cosa che non si verifica
nelle ore centrali della
giornata.
Dove
allora poter fare un’esperienza in mongolfiera?
Campania:
Emilia
Romagna:
Lombardia:
Piemonte:
Toscana:
Valle
d’Aosta :
|
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lunedì 10 dicembre 2012
ESPERIENZE DA FARE: TAXI BOB DA CORSA
Ogni
tanto vi propongo esperienze avventurose, intense e marcanti da poter
facilmente sperimentare durante un week and e senza costi
esorbitanti.
Penso
che tutti avrete assistito in televisione ad una gara di bob, magari
alle ultime olimpiadi.
Tra
le varie discipline sportive questa deve senza dubbio essere tra gli
sport emozionanti per eccellenza, uno dei veri sports estremi, uno
degli sports avventurosi per eccellenza.
Lo
è assistendo ad una discesa in televisione, immaginatevi
effettuarla!
Realizzare
questa fantastica esperienza è possibile facilmente.
Per
fare, praticare sports estremi, almeno per sperimentarli può non
essere così difficile.
Se
vi recate a Schönau am Königsee potrete personalmente sperimentare
il bob, nel taxi bob da corsa sarete copiloti nella formula 1 dello
sport invernale più emozionante ed estremo che vi sia!
A
fianco di esperti piloti in bob da corsa originali sfreccerete nel
canale di ghiaccio raggiungendo la velocità di 130 km/ora.
L’affascinante sensazione di incredibili forze centrifughe, ben sei
volte più alte che in normali condizioni, può essere vissuta da
chiunque goda di una buona condizione fisica.
La vostra corsa nella pista dei campionati mondiali e della coppa del mondo è lunga 1.200 m, con 14 curve dette “turbodrom”, “snake pit” o “echo wall”.
La vostra corsa nella pista dei campionati mondiali e della coppa del mondo è lunga 1.200 m, con 14 curve dette “turbodrom”, “snake pit” o “echo wall”.
La
corsa mozzafiato dura un minuto abbondante ma vi sembrerò sia
passata una vita intera.
In
un diploma di bob, che vi sarà consegnato al termine della corsa
insieme a un regalino ricordo, sarà sancita nero su bianco la vostra
esperienza sulla pista di ghiaccio.
Ma
la cosa importante saranno le emozioni che vi porterete per sempre
nella mente e nel corpo.
Realizzare
questa esperienza avventurosa è facile e non molto costoso per un
week and indimenticabile. Per saperne di più cliccate su
http://it.mydays.com/idea-regalo/taxi-bob/taxi-bob-inverno.html
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lunedì 5 novembre 2012
SLEDDOG: LE SLITTA TRAINATA DAI CANI
Sleddog: tradizionale
e classica tra le attività sportive dell’Alasca, furono inizialmente i
cacciatori lapponi e gli eschimesi ad utilizzarla per trainare le slitte, per
spostarsi o per andare a caccia.
In seguito furono
utilizzati dal servizio postale canadese e in Alaska.
Poi divenne uno degli
sport invernali più affascinanti e avventuroso, una vera e propria avventura
sulla neve tra le più estreme ma anche affascinanti che esistano, ai primi posti
tra gli sport avventurosi che esistano.
In Canada e in Alaska
si svolgono due delle più famose gare di sleddog.
La partenza avviene
come ogni anno da Anchorage per arrivare a Nome, un piccolo villaggio minerario
nei secoli scorsi, ora una cittadina (Nome è anche famosa per essere stata la
località di svariate, e nel corso degli anni numerose “abduzioni”, il rapimento di esseri
umani da parte di extra terrestri, o da suicidi ad esse implicati, studiate
approfonditamente da organi governativi americani, ne hanno anche fatto un
film-documentario, ma questa è decisamente un’altra faccenda, se pur
altrettanto avventurosa…).
si corre annualmente
in Alaska, nel mese di marzo, in memoria di una storia vera risalente al 1925
che ha ispirato diverse pellicole cinematografiche, oltre ad un cartone animato
intitolato “Balto”, realizzato da Steven Spilberg. Nell'inverno del 1925
il villaggio di Nome (si trova sulla punta
estrema dell'Alaska) fu colpito da un'epidemia di difterite.
L'unico medico presente nel villaggio comunicò telegraficamente il seguente messaggio: se non arriva in tempo, il vaccino periranno molte persone e i primi saranno i bambini. In quell'inverno così rigido e nevoso l'unico mezzo di trasporto più adatto erano le slitte trainate dalle mute di cani, impiegate anche per il trasporto postale.
Con rapidità fu organizzata una spedizione con staffetta composta dai “guidatori” di slitta più esperti per coprire la distanza che separava Anchorage fino al villaggio di Nome, colpito dalla difterite.
La spedizione portò a termine la missione consegnando il prezioso vaccino in cinque giorni, solitamente per una distanza simile erano impiegate due settimane.
L'ultima muta di cani che trainò la slitta fino al villaggio di Nome, era guidata dal cane di razza husky “Balto”, cui fu dedicata una statua al Central Park di New York.
L'unico medico presente nel villaggio comunicò telegraficamente il seguente messaggio: se non arriva in tempo, il vaccino periranno molte persone e i primi saranno i bambini. In quell'inverno così rigido e nevoso l'unico mezzo di trasporto più adatto erano le slitte trainate dalle mute di cani, impiegate anche per il trasporto postale.
Con rapidità fu organizzata una spedizione con staffetta composta dai “guidatori” di slitta più esperti per coprire la distanza che separava Anchorage fino al villaggio di Nome, colpito dalla difterite.
La spedizione portò a termine la missione consegnando il prezioso vaccino in cinque giorni, solitamente per una distanza simile erano impiegate due settimane.
L'ultima muta di cani che trainò la slitta fino al villaggio di Nome, era guidata dal cane di razza husky “Balto”, cui fu dedicata una statua al Central Park di New York.
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sabato 15 settembre 2012
IMPARARE IL KITESURFING SUL LAGO DI GARDA
Sapete cosa è il kitesurfing?
Una tavola abbinata ad un aquilone? Una tavola che scivola sull’acqua e segue
la direzione del vento grazie al kite da voi pilotato. In definitiva piedi
sulla tavola e mani impegnate a pilotare l´aquilone. Una scarica di adrenalina
ai massimi livelli!
La prima volta che lo vidi fu
sulle

spiagge di Bujumbura, sul lago Tanganica dove vivevo molti anni fa.Pensate sia troppo difficile? Non vi preoccupate. Vi piacerebbe provarlo? Ora vi spiego di cosa si tratta. Non c’è bisogno d’andare in Burundi, vi propongo la lezione di cosa è il kitesurfing nel meraviglioso scenario del Lago di Garda.
Prima di tutto occorre imparare a sfruttare la potenza del vento. Il vento viene catturato dal kite, aquilone, che viene controllato dal kitesurfer con una barra collegata al kite da due o quattro corde lunghe circa 30 metri. In questo consisterà il corso prova. Una lezione teorica, in cui riceverete le informazioni necessarie, e poi una prova a terra durante la quale prenderete dimestichezza con l´aquilone.
Ed ecco il momento di entrare in acqua. Sul Lago di Garda non ci sono zone di acqua bassa. Naturalmente questo risulta essere un vantaggio per l´apprendimento. Errori come attaccarsi alla barra, volare il kite in piena potenza non comportano nessun problema grazie all´ampio spazio e all´acqua profonda. E se sarete particolarmente bravi, bruciando i tempi, allora arriverete anche a provare il kite in abbinamento con la tavola.
Allora sì che sarete sulla buona strada per viaggiare ad alta velocità e "librarvi" in volo compiendo un numero infinito di salti. Naturalmente per fare tutto ciò ci sarà bisogno di altre lezioni. Ma a detta degli specialisti il kitesurfing è uno sport semplice. Arriverete a fare la vostra esibizione prima che lo possiate immaginare. Volerete sopra le onde del Lago di Garda davanti agli occhi strabigliati di tutti con il vostro kitesurf.
La controindicazione di questa prova è che poi vorrete fare kite sempre. Ma in fin dei conti, anche se fosse, non è così male. Ci sono cose peggiori, per esempio passare il weekend davanti alla televisione…
Se volete saperne di più
rispetto alle lezioni di kitesurfing:
http://it.mydays.com/idee-regalo/kitesurf/kitesurfing-garda.html
http://it.mydays.com/idee-regalo/kitesurf/kitesurfing-garda.html
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sabato 11 agosto 2012
PARAPENDIO BIPOSTO
clicca la mosca, vota il post!
Il
luogo è trai più suggestivi e conoscerlo volando in parapendio è sicuramente
un’esperienza che si ricorda per la vita.
L´esperienza del volo in parapendio a due inizia con il ritrovo alla stazione a valle degli impianti di risalita della relativa zona di volo. Prenderete la seggiovia per raggiungere la vetta, da dove vi innalzerete in volo sulle Dolomiti. Indosserete l´attrezzatura, correrete per qualche metro e vi librerete in volo! Da lì a bordo del parapendio comincerete a fare acrobazie in aria.
Durante questo volo in parapendio acrobatico in Val Gardena sarete accompagnati dai piloti più esperti dell’Alto Adige, fra cui 2 campioni sudtirolesi di parapendio Prader Egon e Piazza David e l’attuale detentore del record italiano di volo biposto in parapendio l’istruttore Insam Kilian.
Per saperne di più: http://it.mydays.com/regalo-originale/parapendio-acrobatico/parapendio-acrobatico-dolomiti.html
Ecco un´esperienza
emozionante e avventurosa che potete svolgere avendo a disposizione anche solo
un giorno e senza previe conoscenze specifiche: un volo in parapendio
acrobatico a due in Val Gardena, nelle Dolomiti.

Il
luogo è trai più suggestivi e conoscerlo volando in parapendio è sicuramente
un’esperienza che si ricorda per la vita.L´esperienza del volo in parapendio a due inizia con il ritrovo alla stazione a valle degli impianti di risalita della relativa zona di volo. Prenderete la seggiovia per raggiungere la vetta, da dove vi innalzerete in volo sulle Dolomiti. Indosserete l´attrezzatura, correrete per qualche metro e vi librerete in volo! Da lì a bordo del parapendio comincerete a fare acrobazie in aria.
Durante questo volo in parapendio acrobatico in Val Gardena sarete accompagnati dai piloti più esperti dell’Alto Adige, fra cui 2 campioni sudtirolesi di parapendio Prader Egon e Piazza David e l’attuale detentore del record italiano di volo biposto in parapendio l’istruttore Insam Kilian.
Per saperne di più: http://it.mydays.com/regalo-originale/parapendio-acrobatico/parapendio-acrobatico-dolomiti.html
sabato 4 agosto 2012
PRATICA DI SOPRAVVIVENZA (SURVIVAL)
Questa è un’attività che ho
praticato spontaneamente molte volte sin dagli anni
Non si tratta di uno sport. La
conoscenza di tecniche di sopravvivenza ci può aiutare ad affrontare nel giusto
modo, situazioni pericolose derivanti da trekking, sport estremi, avventura,
imprevisti di viaggio, ecc.
Quando si sente
pronunciare la parola “survival” si
pensa immediatamente a uomini impegnati in avventure estreme,
come nella foresta Amazzonica oppure in una giungla ecc. Nulla
di più sbagliato anche se esistono molti
esempi in tal caso, amplificati da spot televisivi. Survival è la capacità di saper affrontare situazioni che capitano nella vita, dalle semplici a quelle più critiche, senza necessariamente la ricerca esasperata dell'estremo. In questi anni sono nate nel nostro paese diverse “scuole” che organizzano corsi di Survival. Insegnano le cose necessarie a sopravvivere in un ambiente difficile ormai generalmente perso e senza il senso di “sopravvivenza” che da sempre era stata una prerogativa dell'uomo.
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sabato 14 luglio 2012
ESPERIENZE DA FARE: HYDROSPEED
L’Hydrospeed è uno sport d'acqua, uno sport fluviale fluviale, un'attività emozionante nata in Francia verso la fine degli
anni cinquanta come nuoto in acqua viva seguendo la corrente. Successivamente
fu introdotto l´omonimo galleggiante (simile a un piccolo bob) con la duplice
funzione di proteggere l´atleta dagli urti contro le rocce e offrire un punto
d´appoggio. Foto: hidro canyon
Per proteggersi dal freddo delle acque, che in genere sono frutto del disgelo estivo di nevai e ghiacciai, la muta in neoprene è molto spessa (5 mm ) e fornita di imbottiture
protettive. Completano l´attrezzatura il casco, il giubbotto salvagente e le
pinne, indispensabili quest´ultime per dare la giusta propulsione ed affrontare
i vari passaggi.
Per proteggersi dal freddo delle acque, che in genere sono frutto del disgelo estivo di nevai e ghiacciai, la muta in neoprene è molto spessa (
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week-end avventurosi
sabato 26 maggio 2012
SLITTA TRAINATA DAI CANI: LA GRAND ODYSSE’E
Un vero sport d'avventura: un’altra
competizione sportiva di slitte trainate dai cani: La partenza dei concorrenti con le mute dei cani, avvengono ogni due minuti, basandosi su l’ordine di classifica (in modo inverso nella classifica generale).
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martedì 15 maggio 2012
CANOA CANADESE
La pratica della canoa canadese è una di quelle attività che quando svolta durante differenti giorni porta con sè anche altre avventure. Bivaccare nei boschi in riva al fiume, pescare, esplorare i dintorni, praticare tecniche di sopravvivenza (leggete il post: “Survival”) in luoghi spesso magnifici e isolati sono complementi altrettanto affascinanti e avventurosi del semplice andare in canoa.
Il canoista generalmente è un amante della natura che ama stare in contatto con il paesaggio che lo circonda, indipendentemente dal luogo dove si pratica. La velocità passa in secondo piano, se non si pratichi questa disciplina a livello agonistico.
lunedì 14 maggio 2012
VOLARE IN ALIANTE

Anni fa stavo
prendendo il brevetto di pilota d’aereo in Uruguay. Non lo presi
perchè mi trasferii a vivere in Guatemala e mi mancavano ancora solo
4 ore di lezioni di pratica di volo (su un totale di 40). Volavo su
di un piccolissimo trabiccolo con doppi comandi e istruttore di lato,
un’esperienza magnifica, emozionante, intensa. La racconterò in un’altro
post. Ma non ho mai volato in aliante, mi piacerebbe, nell’attesa
dell’opportunità vi propongo qualche informazione al rispetto e il
racconto dell’esperienza di volo di Sandro.
Un aliante
normalmente e' un aereo che ha la caratteristica di fare un volo
veleggiato senza l’impiego di alcun
mezzo di propulsione (motore in genere),
ma esistono anche i motoalianti come
spiegato successivamente.
Si viene trainati
tramite un lungo cavo da un altro aereo fino a 5-600 metri di quota e
poi ci si sgancia dal medesimo volando autonomamente. In altri casi
si viene tirati da un verricello che rimane a terra e che ha un cavo
lungo un chilometro, in pratica l’aliante
viene lanciato come da una fionda e
quindi raggiunta la quota prestabilita avviene lo sgancio del cavo
che ricade a terra frenato da un piccolo paracadute.
Una volta
raggiunta la quota di sgancio sia se trainati da un aereo oppure
lanciati
tramite il verricello si può fare una semplice planata per ritornare
a terra oppure si può cercare di veleggiare se le condizioni meteo
sono ideali (vedi termiche). L'aliante riesce a far questo perchè le
sue lunghissime ali sono molto efficienti e possiede
un’elevatissima aerodinamicità, cose che gli permettono quindi di
restare in volo a lungo.
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